Radici di Carità, custodi di Umanità

Questo il tema che ha ispirato la nostra festa di Domenica 17 maggio, una gran bella giornata, grazie alla collaborazione di tanti/e e al meteo che ci ha assistito. In attesa di nuovi appuntamenti verso il 60°, condividiamo l’introduzione alla Messa dell’Ascensione, presieduta da fr. Gianluigi Moreschi (dei Fratelli di San Francesco), coaudiuvato da diversi sacerdoti, diaconi, accoliti e chierichetti, animata da una band molto variegata per età, provenienza e competenze musicali e partecipata da un’assemblea numerosa. Le foto sono gentilmente offerte dal nostro reporter Massimo Mengoli.

INTRODUZIONE ALLA CELEBRAZIONE

(letta da Katia, Tania e sr Rossella)

Ci ritroviamo qui con tanti motivi di gratitudine e gioia e per ri affidarci a Dio Padre, che è stato con noi tutti i giorni di questi 60 anni di vita della Casa! La data ufficiale di anniversario è a ottobre ma già oggi rendiamo grazie di tanta vita.

Nel Vangelo Gesù dice: “andate”. Ringraziamo per questa esperienza che continua a farci fare: essere discepoli e discepole, insieme, al plurale. Grazie per questo andare-insieme alle realtà che abbiamo vicino. La fraternità Tuscolano 99 e le persone detenute, la comunità dell’oratorio e le suore salesiane che quest’anno compiono 100 anni di presenza; l’associazione Nyumba Ali che ne fa 20, la Piccola Famiglia dell’Annunziata di Monte Sole che ricorda i 30 anni della morte di Don Giuseppe Dossetti, la Casa di Pietravolta dove siamo stati da poco in pellegrinaggio.

Gesù dice: “andate in tutto il mondo”. Ringraziamo dei mondi che incontriamo, perché vengono in Casa o perché noi usciamo con loro: le persone che svolgono qui il loro lavoro, come educatori ed educatrici, nella cura, nelle pulizie. Il mondo dei centri diurni dove “ci piace andare a lavorare”, come dicono Laura Adri e Seba. Per l’amicizia che prosegue con la Casa della Gioia e quelle nuove tra Pinguini (se volete saperne di più chiedete all’Adriana) e cavalli (per questo, sentite Tatto).

Ringraziamo per la ricchezza di vita che risulta intrecciata tra ospiti, volontari, famiglie, suore: tutte le persone che rendono viva questa Casa. Le gioie e i dispiaceri di uno, divengono condivisi. Grazie in particolare per i bimbi e le bimbe nate, arrivate e per quelle che sono in pancia. Per chi viene da noi qualche giorno a settimana e dice “mi trovo bene a venire qua”. Per chi svolge ogni più piccolo o più grande servizio.

Grazie per chi non vediamo più così spesso ma sappiamo esserci ed essere in cammino per “scoprire la speranza a cui è chiamata”: Laura, Giada, gli amici del Seminario Regionale (Daniele, Nicola, Matteo e Vito), Noemi e suor Isabela che poco fa ha fatto la prima professione come Carmelitana Minore, in Brasile, dove ci sono i Miricani (eh Lucy?) e anche un pezzo di Famiglia delle Case della Carità.

Grazie per questa Chiesa della terra, che è qui, e per quella che è già in cielo. Al Padre, per mezzo del Figlio, chiediamo lo Spirito Santo per poter continuare a fare altri passi insieme a Lui, “assieme a tutta la gente che ci viene a trovare, a farci compagnia e a stare qui con noi” (come ha detto Lucy), “per continuare a dire grazie e a volerci bene” (come dice Claudia).

Durante la Messa, abbiamo distribuito foglietti e matite e chiesto a ciascuno di scrivere un momento o ricordo legato alla Casa per cui rendere grazie e un sogno/desiderio/progetto per il futuro per mettere in pratica questa gratitudine. Anche oggi potete trovare questi foglietti all’ingresso della casa. Le risposte saranno raccolte e utilizzate per orientare il cammino della nostra comunità.


Dopo la Messa, Daniele Valgimigli e Claudio Reggiani hanno proposto una narrazione a più voci della storia della Casa della Carità di Corticella, con l’aiuto di Silvana Carati, Alberto Montanari, Leandro Ghelli, padre Marcello ed Elisa Giardina. Infine, Caterina Gorini ha declamato un’ode in versi composta per l’occasione da un noto poeta locale (DV), di prossima pubblicazione (?).

Il finale a sorpresa ha visto l’uscita dalla porta di casa di inquietanti segnali di fumo, che hanno accompagnato in scena una strana coppia di pistoleri, che hanno messo fine alla carriera del presentatore.

Il resto è stato un ottimo rinfresco a base di generosità, allegria, amicizia e condivisione, il tutto condito con un pizzico di musica.

E per concludere, ecco cosa hanno ricevuto in dono i partecipanti di quest’anno: le spillette o calamite, realizzate grazie alla disponibilità delle amiche-sorelle dell’Oratorio!

Arrivederci al prossimo appuntamento…

VERSO IL 60°!!!

Un commento

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *