Il nostro saluto ad Andrea

Condividiamo alcune delle parole risuonate nei momenti di preghiera che hanno accompagnato il nostro Andrea dopo la sua partenza (22/09): il Rosario di mercoledì 23 e il funerale di giovedì 24.
Lo facciamo consapevoli di non poter restituire tutta la ricchezza dei sentimenti e dei pensieri emersi dalle tante persone (presenti e assenti) che sono rimaste segnate dalla sua vita e dalla sua morte. Tutto è stato raccolto nell’abbraccio di un Padre che ha voluto consolarci con le Sue Parole, che in questi giorni sono sembrate (perché lo sono sempre) straordinariamente “giuste” per noi e per lui!

ROSARIO INSIEME AD ANDREA

1° MOMENTO- UNA VITA SPERICOLATA
Come ho conosciuto Andrea.
Io non lo avevo mai visto durante i giovedì pomeriggio che venivo alla Casa per fare tirocinio in vista del servizio. Poi ho iniziato ed una sera mi sono trovato solo verso ora di cena perché le suore avevano qualche impegno. Già ero agitato per la situazione che tutti chiedevano a me… Entra questo signore arrivato in motorino… sembra un po’ubriaco ma si muove per casa conoscendola. Chiede di suor Teresa. Va in bagno, poi in sala. Io non mi fido e lo seguo, non so che fare, chi è?
Solo che bisogna andare a cena, lui non viene. Cosa starà facendo? Ruba? Così mi alzo per l’ennesima volta a vedere: in sala non c’è, in bagno neanche. È nel camerone degli uomini, si è messo a letto vestito e puzzolente nel letto di Roberto Matteucci che era ancora alzato. Si è acceso una sigaretta ma si è addormentato e la sigaretta gli è caduta dalla bocca sul maglione di acrilico. Quando arrivo io c’era già un buco di 10cm…lui dorme! Spengo il maglione e lo sveglio ma lui vuole essere lasciato in pace. Sono deciso a buttarlo fuori ma arriva la Laura Caprarelli che gli fa una gran festa. Mi dice: è Meneganti!!! Poi tornano le suore e la Teresa gli fa fare un bagno, butta i vestiti e gliene da altri e Meneganti inforca il suo motorino per la tappa successiva…(Stefano)

La sua vita spericolata e senza limiti gli era rimasta dentro, per esempio nel voler sempre andare, muoversi con la carrozzina, che cercava di spingere con le sue lunghe braccia che arrivavano fino a togliere i freni e spingere le ruote. Arrivando in ogni dove, anche a costo di farsi del male. Come quando finì ricoverato dopo aver bevuto il sapone. Fino a quel giorno era rimasto un accanito fumatore ma, dopo la polmonite, le sigarette furono eliminate e a chi chiedeva l’amata sigaretta, aggiungeva “perché mi perviene”.
(Sr Ines) Non l’ho fatto la settimana scorsa per non farlo arrabbiare e certo non lo rifarei oggi per evitare sorprese di cantargli a debita distanza: “È primavera/ fuma la ciminiera, /il Meneganti le sigarette non fuma più. Le fuma Giulio/ o Gianni o Mastellini, il Meneganti le sigarette non fuma più!”. Almeno alla benedizione finale mettete tanto incenso per far fumo!!!
A una catechista che durante un incontro ci ha chiesto: “di cosa avete bisogno per i vostri ospiti?” lui ha risposto: “Di un FRENO”. La sua vita prima ci ha fatto pensare alla parabola del figliol prodigo. In punta di piedi diciamo che è un po’ come se l’incidente per lui avesse voluto dire fermarsi, trovare casa, trovare affetti. Qui è rimasto per 30 anni.

ALLELUIA ALLELUIA ALLELUIA
Dal Vangelo secondo Luca
“Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. 17Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. 20Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e
lo baciò. 21Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. 22Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

PADRE NOSTRO E AVE MARIA

2° MOMENTO- LA SUA LITURGIA
Tra le tante cose ricordo un suo fulminante commento al Vangelo della domenica condiviso davanti al Santissimo, era la parabola del giudice disonesto. Alla domanda rivolta ai presenti su che cosa avessero fatto sempre, senza stancarsi, Andrea prontamente rispose: ‘Mendicare’. Una sintesi della sua vita. (sr Ines)
Un’altra volta gli era stato chiesto: “Che cos’è la verità?” e lui aveva risposto: “la verità è l’amore di Dio.”
Ricordiamo anche la sua intraprendenza al momento del rosario. Partiva a recitare le ave marie e il padre nostro anche quando non era il suo turno e, immancabilmente, si alzava il coro delle altre: “Andrea, non tocca a te”, “stai sitto (zitto)?” “dopo lo dici tu dai”. A messa i celebranti, anche i più nuovi, lo notavano perché era capace di intervenire a segno per il “per cristo, con cristo e in cristo” o per il Padre nostro detto con grinta.
Sei morto nel tuo letto, nel letto di quella casa che ti ha accolto, spericolato e amato, e che anche tu hai accolto e amato, proprio nel giorno in cui il Vangelo di Luca ci ricorda che madre e fratelli sono coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica. “Ecco!” dicevi ogni tanto. “Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà”. E tutto torna. Adesso ti tocca di lavorare… perché devi proprio intercedere presso il Padre per ognuno di noi! (Chiara)

ALLELUIA ALLELUIA ALLELUIA
Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
PADRE NOSTRO E AVE MARIA

3° MOMENTO- LE RELAZIONI
Caro Andrea, “Vecchio scarpone, quanto tempo è passato, quanti pantaloni hai bucato… tu!!!” [con le sigarette] Oggi hai giocato la partita più importante, non a briscola stavolta, ma con Dio. Gli avrai detto: “Basta che ti muovi”? perché Lui ascolta chi lo invoca con cuore sincero. Ce lo hai detto anche a noi tante volte, come a ricordarci di non perdere tempo, che è prezioso. E tu questo tempo l’hai usato fino in fondo, spegnendoti lentamente, come un lumicino, sempre più silenzioso, facendoci quasi abituare alla tua assenza, preparandoci discretamente e piano piano al distacco. (Chiara)
Anche nell’ultimo tempo in cui le parole si erano fatte rare, rimaneva una persona dallo sguardo vispo, dal viso che si apriva in un simpatico sorriso.
Qual è il buon annunzio di cui parla il vangelo? Che è importante il tempo passato con le persone e che Andrea ci ha fatto un grande dono del tempo vissuto con noi. (Antonio)
“Diede loro forza” dice il vangelo. Andrea è riuscito tante volte a passare per buchi stretti, in cui sembrava che non ce l’avrebbe fatta. Ma poi riusciva a saltarci fuori con tanta forza. E altrettanto, era capace di trasmettere forza a chi si accostava a lui. (Massimo)
Riportiamo alcuni ricordi degli ospiti:
“Amava giocare a carte e voleva sempre vincere. Ci manca la sua compagnia, il suo cantare, il suo parlare.” (Elena) “Andrea: maschio forte, maschio buono, prega troppo.” (Mary) “Mi piaceva tanto quando cantava “Io vagabondo”. Lui mi voleva bene… quando lo alzavano, dicevo a quelli che lo alzavano: “Andate piano, per favore!”.” (Sebastiano)
“Una mattina mi ha detto: “Ciao bella!” e io gli ho risposto: “Grazie, sei molto gentile!”. Lui mi ha fatto un bel sorriso e mi è sembrato un bel regalo.” (Laura)

ALLELUIA ALLELUIA ALLELUIA
Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
PADRE NOSTRO E AVE MARIA

4° e 5° MOMENTO PER INTERVENTI LIBERI
CANTO
Chi vuole, al microfono, esprime con un breve intervento (qualche minuto) un incontro/un ricordo di Andrea che offre a tutti come spunto di preghiera. Dopo 3 interventi cantiamo un ritornello e recitiamo la decina.
PADRE NOSTRO E AVE MARIA
SALVE REGINA
Preghiera finale

INTRODUZIONE ALLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA DEL FUNERALE
Andrea è una vecchia conoscenza della nostra parrocchia, ancora prima di entrare alla
Casa Carità, cosa che avvenne nel 1994.
Nato a Porretta Terme nel 1945, residente nella frazione di Capugnano, come precisava
sempre.
La relazione con la nostra parrocchia, con l’allora parroco Don Giuseppe Nozzi, nasce
a seguito del cambiamento della Legge che, per quelle persone bisognose di assistenza
e cura sanitaria, prevedeva di assegnare le stesse in luoghi esterni accoglienti che
fossero in grado di programmare un cammino di attività, anche lavorativo.
In particolare, erano allora coinvolte le parrocchie.
Così nasce la relazione con Andrea che, per tanti motivi, dovuti anche alla faticosa
esperienza di vita che aveva già vissuto, ha sempre avuto un po’ di difficoltà nell’essere
coinvolto in modo proattivo verso le proposte che di volta in volta venivano offerte.
Poi col tempo, rilevata una situazione sempre più faticosa nel gestirsi autonomamente
e quindi sempre di più non autosufficiente, venne accolto alla Casa della Carità di
Corticella nel 1994.
E’ sempre stato educato e molto rispettoso verso lo stile di vita della Casa.
Ha sempre partecipato, fin che ha potuto, a tutti momenti di festa e a quelli di
preghiera.
Anzi, proprio per questi ultimi, in tante occasioni, al commento del Vangelo durante il
vespro ma anche in altri momenti, interveniva con sapienza lasciando tutti a bocca
aperta.
Ma questo era Andrea, tu gli chiedevi: “Chi è il numero 1?”, lui rispondeva: “Io”, e allora
di nuovo: “Andrea, dimmi chi è il Numero 1?” … lui ti guardava seriamente e diceva:
“Gesù”.
Questo è il dono del Signore alla nostra Casa della Carità di Corticella. Che poi significa
che il Signore prima ci ha donato questa Santa Casa, famiglia di famiglie nel Suo nome.
E questo Dono si chiama Andrea Meneganti.
Personaggio burbero ma sempre paziente e tranquillo, furbo e divertente, quando ti
sorrideva con quegli occhi furbi e astuti, era impossibile non ridere e non
commuoverti.
Quel “Basta che ti muovi” è proprio da teologo.
Poi la malattia lentamente gli ha sottratto la possibilità di muoversi e la capacità di
relazionarsi che è sempre andata scemando. Quindi le complicazioni cardiache e
polmonari.
E oggi, caro Andrea, siamo tutti a salutarti in questa festa e stiamo guardando in Alto,
verso San Pietro, ascoltando ancora una volta la tua voce mentre tu gli ripeti:
“Basta che ti muovi” perché oggi vedi anche la grazia di essere sotto il manto di Maria.
Hai sempre pregato e partecipato attivamente alla preghiera, sempre!
Il Signore e Sua Madre Maria lo sanno molto meglio di noi.
Grazie Andrea!
(Claudio Reggiani)

ATTO PENITENZIALE
Andrea, con il suo carattere e il suo stile, ci invita a conversione. Accogliamo questo invito per disporci ad accompagnarlo.

«Affrettatevi a entrare nel riposo del Signore»
Crediamo di riposare e siamo soltanto pigri, non ci muoviamo. Signore, pietà.

«Per Cristo, con Cristo e in Cristo»
Facciamo tante cose, ma senza di te. Cristo, pietà.

«Gridate a Dio ed egli vi libererà»
La nostra preghiera è spenta e senza cuore. Signore, pietà.

Dio, grande nell’amore, abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

OMELIA DI DON GIOVANNI MAZZANTI

Sotto lo sguardo della Madonna di San Luca

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *